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P Zero, il progetto Pirelli di Antonio Gallo

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Lungimiranza e creatività sono i due elementi che caratterizzato uno degli esperti di comunicazione più apprezzati in ambito internazionale. Antonio Gallo, mamertino di origine, oggi è colui che sta a capo del progetto Pirelli P Zero.

Antonio Gallo con Marpessa, Naomi Campbell, Eva Herzigova, Afef Jnifen, Eva Riccobono

Antonio Gallo con Marpessa, Naomi Campbell, Eva Herzigova, Afef Jnifen, Eva Riccobono

La sua si può considerarla un’escalation di prim’ordine. Appena laureato in economia e commercio a Messina ha spiccato il volo per la capitale meneghina dove ha conseguito un master all’università Bocconi; da lì a breve ecco la proposta di lavoro in Swatch che gli permette di acquisire una formazione ad ampio raggio e  di contribuire, negli anni ’90, al grande successo del brand. Quell’esperienza, durata cinque anni, ha rappresentato per lui il giusto input per scoprire la sua vera grande passione professionale, la comunicazione. “Oggi più che mai sulla base della mia esperienza – afferma Antonio Gallo – suggerisco ai giovani di approcciarsi prima possibile al mondo del lavoro per capire realmente quale percorso professionale intraprendere dato che non sempre coincide  con il proprio percorso di studi”.

Ormai da oltre vent’anni vivi a Milano. Qual è stato il tuo primo approccio?

“Fantastico! Io ho vissuto la Milano degli anni ’90. Quando mi sono trasferito non conoscevo quasi nessuno, ma sin da subito mi sono reso conto che è una città costruttiva”.

L’azienda Swatch è stata la base della tua gavetta nel mondo della comunicazione…

“Si. Iniziai a lavorare come assistente marketing e ben presto mi ritrovai a ricoprire il ruolo di presidente del club dei collezionisti. Quello era un prodotto di costume che ben presto mi ha fatto capire la mia vera grande passione, la comunicazione. Grazie al lavoro in Swatch ho acquisito molte nozioni sia nell’ambito della comunicazione che del marketing. Entrai a far parte del gruppo di lavoro proprio nel momento auge del brand, ricordo che ognuno di noi ultimato il nostro lavoro dovevamo aiutare i nostri colleghi che seguivano altri settori cosicchè tutti eravamo in grado di occuparci allo stesso tempo di marketing, comunicazione, eventi, p.r. ecc. Mi sarebbe piaciuto fare un percorso formativo a strati ma chissà, forse è stato meglio cosi….”

Dopo la parentesi Swatch, durata ben cinque anni, hai deciso di aprire una tua azienda di comunicazione, tra i tuoi clienti pure Robert De Niro…

Si, ho costituito la Antonio Gallo Immagine & Comunicazione e tra i miei clienti pure Robert De Niro per il lancio del film Entropy con gli U2”.

In occasione del decennale della soap opera americana Beautiful sei persino riuscito a convincere i produttori a girare in Italia alcuni episodi…

“Quella fu un’idea nata per caso a Los Angeles. Mi ritrovai ad una cena con i produttori di Beautiful cosi proposi loro, dato che la storia della soap verte sugli intrecci di due famiglie che operano nell’ambito della moda, di trasferire la fiction nella realtà girando alcuni episodi della serie a Milano durante la settimana della moda. Ebbene l’idea si rivelò vincente al punto tale che la produzione vendette in tutto il mondo le puntate girate in Italia”.

 

Antonio Gallo con Ines Sastre

Antonio Gallo con Ines Sastre

Nel 2006 è stato varato il primo gommone Pirelli, sin da subito ha riscontrato grande successo al punto di diventare un trend. In questi ultimi anni a causa della crisi economica avete subito un calo nelle vendite?

“Assolutamente no, anzi siamo in crescita e questo anche grazie al fatto che  abbiamo gommoni che partono da una lunghezza minima di quattro metri ad una massima di 14 metri”.

Qual è oggi il tuo legame con l’Italia e con la Sicilia?

Io mi sento profondamente italiano e trovo che l’Italia sia il paese piu bello del mondo, ricco di bellezze naturali,  arte e cultura. Ad esempio in Sicilia abbiamo  delle spiagge e dei paesaggi stupendi bisognerebbe fare un po’ più di promozione  piuttosto che far andare i turisti in altre località. In Sicilia si può coniugare cultura e vacanza. I miei genitori vivono in Sicilia e ogni volta che possso ritorno lì, a casa”.

 

 

 

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